giovedì 26 marzo 2015

[Musica] Luca Turilli's Rhapsody - nuovo album

Perché il fantasy è anche nella musica! E che musica!

Giusto un paio di giorni fa, la Nuclear Blast ha annunciato le date di lancio per il nuovo album dell'eclettico chitarrista italiano Luca Turilli.
Per chi non lo conoscesse, Turilli è stato co-fondatore della band Rhapsody of Fire, famosi in tutto il mondo per il loro stile battezzato Cinematic Metal e per il loro coraggio di raccontare una lunga saga rigorosamente fantasy album dopo album (in breve: un eroe nordico alla ricerca della Spada di Smeraldo, l'unica arma in grado di sconfiggere il Signore Oscuro).

Qualche anno fa Turilli si è amichevolmente staccato dalla band per fondarne una tutta sua, chiamata appunto Luca Turilli's Rhapsody (evviva la fantasia).

Nel 2012 il primo album della nuova band, intitolato Ascending to Infinity ed ora il secondo, dal titolo Prometheus, Symphonia Ignis Divinus.




Ecco la track list:

01.Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis) (3:08)
02.Il Cigno Nero (4:08)
03.Rosenkreuz (The Rose And The Cross) (4:34)
04.Anahata (5:03)
05.Il Tempo Degli Dei (5:03)
06.One Ring To Rule Them All (7:05)
07.Notturno (4:34)
08.Prometheus (5:06)
09.King Solomon And The 72 Names Of God (6:51)
10.Yggdrasil (6:00)
11.Of Michael The Archangel And Lucifer’s Fall Part II: Codex Nemesis (18:04)
I.Codex Nemesis Alpha Omega
II.Symphonia Ignis Divinus (The Quantum Gate Revealed)
III.The Astral Convergence
IV.The Divine Fire Of The Archangel
V.Of Psyche And Archetypes (System Overloaded)
Digipak Bonus:
12.Thundersteel (Cinematic Version) (4:32)

La data di lancio è prevista per il 19 Giugno in Europa, il 22 un UK e il 30 in USA 

Il primo singolo, invece, sarà distribuito a partire dal 24 Aprile e avrà titolo Rosenkreuz (The Rose And The Cross).

Vi lascio con un esempio dell'arte di Turilli (Excalibur, tratta da Ascending to Infinity):



mercoledì 25 marzo 2015

[Recensione] I Vermi Conquistatori - Brian Keene



Titolo: I Vermi Conquistatori
Autore: Brian Keene
Editore: Mondadori (Urania)
N° Pagine: 251
ISBN-10: -
Genere: Horror
Data di pubblicazione: 07/2014








Alcuni lo chiamano Armageddon, altri Ragnarok, altri Apocalisse, ma è comunemente conosciuta come “fine del mondo”. Solo che nessuno se l’era immaginata così.
Da più di 40 giorni piove su tutto il pianeta, che sia una violenta tempesta o una leggera pioggerella, l’acqua non ha mai smesso di cadere, allagando completamente la Terra e spazzando via il genere umano. Solo le cime delle montagne o i grattacieli più alti resistono, isole sparse in un unico, enorme oceano. Sulla cima di uno di questi monti troviamo Teddy Garnett, un ottantenne ancora in gamba che cerca di sopravvivere al diluvio, attanagliato dal dolore lontano, ma ancora forte, per la perdita dell’amata moglie e dalla dipendenza alla nicotina, sostanza ormai impossibile da recuperare. A lui si aggiungerà presto Carl, il suo migliore amico. Insieme dovranno affrontare creature che sembrano sbucate fuori da un incubo: enormi vermi bianchicci, puzzolenti e affamati di carne, spinti in superficie da chissà cosa.
Ben presto ai due anziani si aggiungeranno Sarah e Kevin, scampati anche loro da un diverso pericolo, ma altrettanto mostruoso.
Le enormi creature d’incubo non sono però l’unico pericolo: satanisti, demoni, stregoni e magia nera popolano ormai la Terra. La fine del genere umano è ormai vicina oppure c’è sempre un sottile filo di speranza?

Quest’opera horror si colloca a metà strada tra King e Lovecraft. Dal primo l’autore prende le atmosfere cupe, il cinismo e i personaggi ben orchestrati, mentre dal secondo attinge a piene mani per mostruosità orrorifiche, antichi riti e follia (non a caso, Keene cita più volte proprio il solitario di Providence).
L’autore prende spunto anche dalla Bibbia (e come non potrebbe, vista l’apocalisse che ha creato?), dando ai suoi mostri i nomi di creature degli antichi miti biblici tratti dal libro di Giobbe: il Leviatano e Behemot.
Il libro è strutturato in tre parti, tutte narrate in prima persona: nella prima parla Teddy raccontando di sé stesso e Carl alle prese con i vermi, nella seconda Kevin narra della sua esperienza e i mostri marini a cui sono sfuggiti lui e Sarah. Nell’ultima, narrata sempre da Teddy, si ritorna sulla cima della montagna dove i quattro devono fronteggiare nuovamente follia e mostruosità.
L’unione delle tre parti forse è un po’ forzata, il racconto centrale è totalmente slegato dal resto del libro, ma si inserisce bene nel contesto generale “fine del mondo” e soprattutto serve a farci conoscere due dei quattro personaggi del libro.
Nonostante questo stacco, l’attenzione del lettore è sempre alta e la storia non manca mai un colpo, tenendoci incollati dalla prima all’ultima pagina.
Ritornando ai paragoni con i due mostri sacri del genere horror citati all’inizio, è impossibile non fare l’accostamendo dell’opera di Keene con il racconto “La Nebbia” di King e il ciclo di Chtulhu di Lovecraft. Se li avete già letti e vi sono piaciuti o se amate l’horror in generale, non potrà non piacervi anche questo libro.



Citazioni:
«Ho paura di credere» bisbigliò Sarah. «Perché ho paura di quello che significherebbe.»

Perché perdere tempo a scrivere di quanto è doloroso scrivere? Semplice, perché va fatto.

Rammentai a me stesso che non potevano esserci ombre visto che non c’era più la luce del sole, e prontamente mi dissi di chiudere la boccaccia. Me stesso fu d’accordo con me.

martedì 24 marzo 2015

[Book Cover] Half a King - Joe Abercrombie

Iniziamo una nuova rubrica che nella quale vi mostrerò alcune delle copertine più belle (e più brutte) dei nostri cari libri fantasy.
Partiamo con Half a King (in italiano "Il Mezzo Re") di Lord Grimdark alias Joe Abercrombie.
Voi quale preferite?

Intanto qualche informazione sul libro:
Yarvi non aveva mai pensato che sarebbe potuto salire al trono. Nato con una mano deforme è inadatto al combattimento e, nel disprezzo del padre, il re del Gettland, il suo destino è diventare uno dei "ministranti", l'ordine di potenti sacerdoti consiglieri della corona. Ma, proprio la notte che precede l'ultimo esame, Yarvi e la sua maestra, Madre Gundring, sono raggiunti dalla notizia: il padre e il fratello di Yarvi sono morti, uccisi in un agguato ordito da Grom-gil-Gorm, sovrano del Vansterland, regno confinante e nemico. Adesso il re è lui. O mezzo re, per lo meno. Ma la sua vendetta dovrà essere intera. Spinto anche dal volere della madre, la bella e inflessibile Laithlin, Yarvi giura che farà giustizia contro gli assassini di padre e fratello e parte per Vansterland, pronto a dare battaglia. Ma subito cade vittima di un'imboscata e, salvatosi miracolosamente in mare, viene portato al mercato degli schiavi. Qui viene venduto per prestare servizio sulla nave capitanata da Shadikshirram, mercantessa dal cuore nero e la lingua affilata. Solo, nel mare ghiacciato, spogliato del suo lignaggio e incapace di reggere un'ascia o uno scudo, Yarvi potrà contare su una squadra di compagni improbabili e su un'unica vera arma: la sua mente. Basterà per ritornare a casa e portare a compimento la sua vendetta? "Il mezzo re" inaugura la "Trilogia del mare infranto".

Edizione standard (tra cui anche quella italiana):



Versione black per l'edizione US paperback:




UK Paperback che fa molto compagnia dell'Anello:



Sub Press edition:



Quest'ultima edizione contiene anche altre due bellissime illustrazioni:


 

Continuiamo poi con la versione francese:


Quella tedesca:



E quella croata:

lunedì 23 marzo 2015

[Recensione] Elantris - Brandon Sanderson



Titolo: Elantris
Autore: Brandon Sanderson
Editore: Fanucci
N° Pagine: 700
ISBN-10: 
8834723597
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 30/10/2013








Pubblicità progresso: hai fame? Vai ad Elantris e ti sarà dato da mangiare. Hai freddo? Vai ad Elantris e ti saranno dati dei vestiti. Sei ferito o malato? Vai ad Elatris e sarai curato. Sei senza soldi? Ad Elantris è tutto gratis! Visita Elantris, la città degli dei!
Tutto questo finì 10 anni fa. Non si sa come, non si sa perché, Elantris cadde. I suoi abitanti, prima bellissimi esseri semi-divini con potenti poteri magici, ridotti ora a orribili e disgraziati zombi doloranti: le loro ferite non guariscono, continuando a sommare dolore ad altro dolore e i loro corpi non hanno bisogno di mangiare nonostante soffrano la fame.
Lo Shaod, il terribile potere che trasforma le persone in elantriani, non fa distinzioni e un brutto giorno colpisce Raoden, amato principe ed erede al trono di Arelon, il quale, all’insaputa di tutti, viene gettato dentro Elantris. Qui, dopo aver conosciuto Galladon, comincia ad arrovellarsi per scoprire il motivo della caduta degli elantriani, scavando alla ricerca dei misteri della città e contemporaneamente cercando di riportare ad uno stato di civiltà i suoi nuovi concittadini.
Nel frattempo, ad Arelon, giungono Sarene, principessa del vicino regno di Teod e promessa sposa di Raoden e Hrathen, alto sacerdote di Shu Dereth, giunto per convertire la nazione alla sua religione. I due cominciano subito un duello politico, fatto di intrighi, corruzione e colpi alle spalle. Sarene cerca di sventare le macchinazioni del sacerdote e di salvare la nazione dal collasso economico, mentre Hrathen ha un ultimatum: convertire il popolo entro tre mesi, oppure l’esercito dell’impero Fjorden invaderà il Paese per massacrarne gli infedeli abitanti.

Ormai tutti gli appassionati di fantasy conoscono Brandon Sanderson, uno dei più acclamati autori contemporanei, e la sua brillante carriera iniziò proprio con Elantris. 
Tre sono i PoV di quest’opera, Raoden, Sarene e Hrathen, che si alternano un capitolo a testa, fino al cliffhanger finale dove questo schema cede il passo a cambi di PoV più rapidi.
La trama è ben congegnata e i misteri più profondi di Elantris non verranno svelati fino alla fine. Un paluso va proprio alla città, Elantris è un posto violento, decadente e oscuro, dove la ragione e l’umanità sono solo un antico ricordo.
Riguardo i protagonisti, le parti riguardanti il principe decaduto la fanno da padrone e sono nettamente migliori rispetto gli altri due personaggi, sia per l’ambientazione (Elantris ha un’atmosfera tutta sua), sia per la qualità della narrazione. Buona anche l’evoluzione di Hrathen, che compie un percorso mentale e spirituale tutto suo. Sarene invece è il personaggio peggio riuscito e più stereotipato. Sempre parlando di personaggi, i secondari sono molti, alcuni banali, altri meglio caratterizzati, ma nessuno spicca realmente.
Molto ben strutturate la magia degli Aon (particolari rune di potere tramite le quali la magia ha effetto) e la costruzione del mondo. Sanderson ha creato un’ambientazione tutta sua, ispirandosi però a regioni e popoli realmente esistenti. Peccato che inizialmente il lettore venga inondato da termini e nozioni di questo nuovo mondo senza saperne il significato e ci vogliono parecchie dozzine di pagine per ambientarsi, capire e memorizzare i termini utilizzati, il che rende l’inizio particolarmente ostico, soprattutto per i neofiti del genere.
Pur essendo un esordio, Elantris mostra già la bravura e le grandi idee di Sanderson, con una narrazione forse a tratti ancora rozza e semplicistica, ma comunque di un livello che molti altri autori raggiungono solo dopo anni d’esperienza.


sabato 21 marzo 2015

[Recensione] American Gods - Neil Gaiman




Titolo: American Gods
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
N° Pagine: 523
ISBN-10: 8804520833
Genere: Urban fantasy
Shadow, un omone grande e grosso, è in prigione da ormai tre anni. Il giorno della sua scarcerazione scopre che sua moglie Laura e il suo migliore amico sono morti in un incidente d’auto. Tornando a casa, Shadow incontra uno strano ed enigmatico figuro che si fa chiamare Wednesday e che gli propone di lavorare per lui come guardia del corpo e tuttofare. Dopo un iniziale rifiuto Shadow accetta, a patto che Wednesday gli lasci il tempo per il funerale della moglie, alla fine del quale Shadow regalerà al corpo di Laura una moneta d’oro ricevuta da un amico di Wednesday.
Ritornato al motel dove alloggia con il nuovo datore di lavoro, Shadow trova nella sua stanza proprio la defunta moglie, che lo ringrazia per la moneta d’oro e dice che ci penserà lei a proteggerlo.
Ma in cosa consiste il lavoro di Wednesday? L’energico vecchio parla di “una tempesta che sta per scatenarsi”, di una guerra incombente: una guerra tra le antiche divinità dell’uomo e le nuove. Già, perché Wednesday è un dio che anticamente veniva adorato dagli uomini, portato in America da qualche credente centinaia di anni fa, ma ora il suo culto è ormai quasi scomparso e così anche tutto il suo potere. Wednesday e Shadow quindi devono reclutare le altre antiche divinità per fronteggiare e sconfiggere quelle nuove: la dea televisione, il dio auotomobile, il dio tecnilogico, guidate tutte dal misterioso signor World.


Il viaggio di Shadow verso lo scontro finale e le verità celate da Wednesday è lungo e articolato, pieno di personaggi strani e avvenimenti ancor più strani. Possibile che quel ragazzo sfregiato sia Loki? E quel caro vecchietto di colore Anansi? E quell’elegante signora in rosso Kali? Eppure sono proprio loro, dei umanizzati e costretti a vivere in un mondo che li ha dimenticati, relegandoli a mere figure nei libri di storia.
Ad un certo punto Shadow sarà costretto a rimanere in un piccolo paese sulle sponde di un lago ghiacciato e, con questo escamotage, Gaiman inserisce una storia dentro la storia. Certo, avere uno stacco così può avere ripercussioni, per tutta questa parte infatti la trama principale rimarrà sospesa, in attesa dei disgeli della primavera, ma c’è da dire che questa storia nella storia è stata ben caratterizzata, ben scritta e ben inserita.
Una nota di merito per i piccoli racconti di come alcune divinità siano arrivate in America, ottimamente scritte e aggiungono un approfondimento all’ottima e originale trama raccontata dall’autore.
I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto Shadow che all’inizio sembra il solito omone grosso e stupido, ma in realtà scopriamo essere una persona calma e ponderata, con un ottimo profilo psicologico, grazie anche alla parte svolta da Laura e dal rapporto tra i due.
La lettura è sempre scorrevole, anche se non è mai incalzante, le pagine scivolano via tranquille senza nemmeno accorgersene e ben presto si arriverà al colpo di scena finale, che non sconvolge, ma non è nemmeno banale.



venerdì 20 marzo 2015

[Recensione] 22/11/'63 - Stephen King




Titolo: 22/11/'63
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
N° Pagine: 767
Data di pubblicazione: 02/10/2012
ISBN-10: 8866215074
Genere: Storico
Jake Epping ha sempre avuto una vita normale, fino al giorno in cui ricevette una telefonata da Al Templeton, gestore di una piccola tavola calda dove Jake pranzava spesso. Recatosi al ristorante, Jake trovò Al incredibilmente invecchiato rispetto al giorno prima. Com'è possibile che una persona invecchi di anni in un giorno solo? È presto detto: nella dispensa del ristorante di Al c'è un varco temporale (la tana del coniglio) che porta nel 1958 e ogni volta che si torna indietro, nel 2011, sono passati solo 2 minuti, indipendentemente da quanto si è rimasti nel passato. Da qui l'idea di Al: il '58 non è poi lontano dal '63 e cosa potrebbe cambiare salvando al vita all'allora presidente Kennedy? Si salverebbero milioni di vite americane evitando la guerra del Vietnam?
Il passato però è pericoloso e non vuole essere cambiato. Al, fanatico del tabacco, ha infatti dovuto cedere a causa di un brutto cancro ai polmoni e ha dovuto fare ritorno al nostro tempo. Ora tocca a Jake tornare nella "Terra di Allora" e viverci per 5 anni, sventare l'attentato a Kennedy e poi tornare nel presente per vedere i risultati del suo operato.
Parte così l'epopea di Jake, buttato in un mondo "estraneo" (quando un'automobile costava 350 dollari e non esistevano internet, computer o telefoni cellulari) nel quale dovrà passare anni e costruirsi da capo una vita.


La descrizione qui sopra è solo l'incipit, le prime 100 pagine circa del libro e ormai ci può risultare una storia abbastanza banale. Una volta finito di leggere questa manciata di pagine (e anche altre volte più avanti) ci si domanda cosa diavolo ci possa essere nelle successive centinaia visto che ormai sembra che manchi poco alla conclusione. Eppure King ci stupisce, perché le restanti 600 pagine sono un diario o un Grande Fratello puntato solo su Jake e su ogni aspetto della sua vita negli anni '58-'63. "Vivremo Jake" e la bravura di King riuscirà a catturarci e trasmetterci amore e odio, coraggio e paura, felicità e amarezza.
L'autore stavolta non ha puntato sulla trama, ma sulla ricostruzione storica quasi maniacale: leggendo quest'opera veniamo catapultati indietro di mezzo secolo per vivere (o rivivere) quegli anni (vita quotidiana, mentalità, tecnologia, ecc), stupendoci di quanto possano sembrarci strani e quasi "alieni" (come li definisce Jack inizialmente) quei tempi.
Lo stile di King in quest'opera è stupefacente, con una capacità narrativa che arriva a vette altissime, forse mai raggiunte dall'autore prima d'ora. King descrive ogni dettaglio, intrecciando persone, emozioni, fatti e misfatti con grande abilità e senza cadere nel difetto dell'eccessiva prolissità o nel ristagno degli eventi che a volte affliggono le sue opere (ok, forse verso metà libro il Re si avvicina al ciglio del malefico pantano, ma si salva egregiamente come se niente fosse).
King viene spesso definito il "re dell'horror", ma stavolta non ci saranno orrendi mostri o alieni o tutti gli elementi paranormali che di solito l'autore ci butta in faccia nei suoi libri, qui l'essenza del male è sottile e appena percepibile, che sia una forza occulta che avvolge Dallas o la rabbia di un ometto (Oswald) che commetterà in gesto che cambierà il mondo, stavolta è la crudeltà del quotidiano il centro dell’orrore.
Una nota stilistica, i capitoli del libro sono molto corti e, nonostante il loro numero, ognuno di essi finisce con un cliffhanger o con una frase ad effetto che ci incoraggiano (obbligano?) ad andare avanti, ormai immersi in questa fantastica opera e incapaci di riemergerne se non dopo la parola fine.


Citazioni:
È la maledizione dei lettori: ci facciamo sedurre da una buona storia, anche nei momenti meno opportuni.
22/11/’63 - Stephen King

[Recensione] Il Sentiero di Legno e Sangue - L. Tarenzi




Titolo: Il Sentiero di Legno e Sangue
Autore: Luca Tarenzi
Editore: Asengard
N° Pagine: 144
Data di pubblicazione: 13/05/2010
ISBN-10: 8895313119
Genere: Dark fantasy
Devo dire la verità, per leggere questo libro sono partito con vari pregiudizi. Un autore italiano? mah, mai sentito... Un libro ispirato da Pinocchio? ... ma siamo sicuri?
Poi ho letto la prima pagina. Poi la seconda, poi sempre più rapidamente la terza, la quarta... e in poco tempo sono arrivato a metà con gli occhi spalancati e la mente in subbuglio.
Perché qui di Pinocchio c’è troppo e troppo poco, perché nulla è come mi aspettavo.
La storia è narrata in prima persona dal burattino, anche se sarebbe meglio chiamarlo “droide di legno” e racconta il suo risveglio in una camera con due strani figuri e un cadavere, un figuro con il corpo ricoperto una fulva pelliccia sporca e appiccicaticcia di sangue e il muso da volpe, l’altro con una maschera di ceramica e scintillanti gemme verdi al posto degli occhi, mentre il cadavere sventrato di un vecchio ha tatuaggi di martelli, seghe ed altri strumenti sulle braccia e sul corpo. Vi ricorda nulla?
Da qui parte poi un viaggio di andata e ritorno in un mondo da sogno e da incubo, dove la violenza è alternata solo a cose bizzarre e disgustose.
Man mano che la lettura procede scopriamo grazie al grillo parlante, che qui è più che degnamente interpretato da un Tarlo saccente che non sta mai zitto (sicuramente il personaggio migliore del libro), la storia del mondo. Un mondo dove gli umani hanno appreso l’arte di modificare il mondo reale con il pensiero, diventando come divinità e finendo quasi per distruggere il pianeta. Queste “persone” decidono quindi di dormire per evitare di plasmare coscientemente il mondo intorno a loro, diventando i Sognatori, ognuno con una sua area di influenza. Oltre ai Sognatori ci sono i desti, cioè quel che resta del genere umano, per la maggior parte assoggetati dai sogni dei Sognatori e il resto ridotto a barbare civiltà che vivono di stenti, mentre a metà strada ci sono i Sonnambuli, che non hanno i poteri dei Sognatori, ma comunque sono qualcosa più che umani.
Tornando alla storia, il nostro amato protagonista senza nome compirà un viaggio per sfuggire al suo destino: diventare umano. Ma sfuggire al proprio destino, si sa, è impossibile e più si sforzerà di fuggire, più gli eventi lo porteranno alla fine non desiderata, fino alla completa comprensione della reale situazione e del suo motivo di esistenza, concludendo in un finale per nulla scontato.




La scrittura è semplice e ci fa immergere completamente nel mondo strano e bizzarro creato dall’autore, e i più grandi pregi di questo libro sono appunto la fantasia e la capacità di stupire, pagina dopo pagina, oltre alla profondità della trama che è discreta.
Bellissime le citazioni di Tarlo, che spaziano dallo scientifico alle spade laser di Star Wars passando anche da Tolkien.
Concludo dicendo che si, c’è anche la balena, ma, come avrete capito, tutto in questo libro non è come ce lo possiamo immaginare.