mercoledì 10 giugno 2015

[Recensione] Il Re Pescatore - Tim Powers



Titolo: Il Re Pescatore
Autore: Tim Powers

Editore: Nord
N° Pagine: 246
ISBN-10: 
8842905089
Genere: fantasy storico




Anno 1529, Brian Duffy, mercenario irlandese di mezz’età si imbatte in quel di Venezia in uno strano personaggio (fuma serpenti essiccati!) di nome Aurelianus, il quale lo assume come buttafuori per una famosa birreria di Vienna. Un lavoro semplice e ben pagato per il mercenario, peccato che il viaggio tra le Alpi non sia propriamente tranquillo... Assassini di ogni genere cercano di fare la pelle a Duffy, fino a che una processione di bestie magiche e mitologiche aiuta il mercenario a raggiungere i giusti sentieri e a raggiungere la sua destinazione incolume.
Catalogando l’episodio come una visione o un sogno, il mercenario comincia a svolgere il suo lavoro presso la birreria, ma la pace dura poco... infatti l’impero Ottomanno, guidato dal sultano Suleiman e dal suo visir Ibrahim, giunge fino alla città austriaca, porta d’entrata per la conquista dell’occidente. Duffy si ritrova immischiato nella guerra che, come presto scoprirà, sarà molto più di un semplice assedio di una città, infatti spiriti e strane creature scenderanno in campo con entrambi gli schieramenti. Guidato da Aurelianus, Duffy scoprirà una shockkante realtà su se stesso, sulla birreria e soprattutto sulla birra scura li prodotta. Solo grazie al coraggio e all’accettazione della verità Duffy riuscirà a assolvere il suo compito di difensore di tutto l’occidente e a scacciare Ibrahim. Ma come finisce l’assedio? Beh, quello ce lo dicono i libri di storia!



L’opera comincia in modo interessante, invogliando il lettore a scoprire cosa sono le strane creature incontrate dal protagonista e chi è Duffy veramente, ma l’interesse scema poi man mano che la storia si dipana in situazioni noiose e senza mordente, fino a scoprire la verità dietro Duffy, che ritengo molto deludente... senza contare che, nel mondo immaginato dall’autore, la salvezza dell’occidente è racchiusa in un barile di birra scura...
Anche i combattimenti con il protagonista sono poco reali, con spade che si spezzano colpendo la sua cotta di maglia arrugginita o contro l’elmo, anche se a impugnarle sono i famosi Giannizieri, il corpo d’élite dell’Impero Ottomanno.
Nota di merito invece per la caratterizzazione di Aurelianus e Duffy, il primo è il classico vecchietto fragile, ma potente, che sa tanto e dice poco, mentre il secondo è un guerriero veterano ubriacone, cinico e avventato, una strana coppia di eroi insomma.
I “cattivi” invece non si fanno praticamente mai vedere, non sappiamo nemmeno che faccia abbiano o il perché delle loro mosse.
Deludente e affrettato anche il finale, che speravo fosse invece una grande e avvincente battaglia, ma non è così, molte cose sono lasciate sospese e senza spiegazione.
Questa strana riproposizione dell’assedio di Vienna del 1529 mostra subito due cose: la grande fantasia dell’autore e la sua inesperienza letteraria. Infatti questa è stata la prima opera di Powers ed è acerba da ogni punto di vista.



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